Intervistando la preistoria: uno sguardo nella vita di Lucy e Otzi

In questi due video sono contenute le interviste realizzate dagli studenti della 1Q LSU agli uomini delle caverne, Lucy l’australopiteco e Otzi l’uomo del Similaun. In queste interviste troveremo le abitudini e le caratteristiche più particolari della vita nella preistoria, con cosa si nutrivano, in che modo si procuravano il cibo e alcune tra principali cause della loro morte.  Oltre ai file video vi lasciamo anche le interviste scritte. Buona visione!

Link video:

https://youtu.be/-SWjFgimmJM : Lucy l’australopiteco

https://youtu.be/E8ooH4oi2uk : Otzi l’uomo del Similaun

INTERVISTA A LUCY

L'australopiteco Lucy

Intervistatore: Buonasera a tutti e benvenuti in questa nuova puntata, oggi faremo una videoconferenza con un’ospite molto speciale. L’australopiteca Lucy!

Lucy: Salve a tutti dal museo nazionale d’Etiopia.

Intervistatore: Buonasera Lucy, le diamo il benvenuto nel nostro programma, partiamo subito con le domande: chi è stato l’uomo che l’ha riesumata dal fango dopo circa 3.2 milioni di anni?

Lucy: Donald Johanson, uno dei miei più cari amici, mi ha disseppellito, mi ha dato un nome e mi ha fatta arrivare a questo meraviglioso museo, qui ci sono molte persone che mi scattano fotografie e mi osservano. Mi sento come una modella

Intervistatore: Oh bene, e dove vi siete incontrati la prima volta?

Lucy:Ah beh,la prima volta ci siamo incontrati in Etiopia, più precisamente nella valle dell’Auasc il 24 novembre del 1974. Stavo, come ogni giorno, cercando di uscire da tutta quella terra che mi seppelliva e, improvvisamente, Donald mi ha liberata. Per mia fortuna aveva da poco deciso di abbandonare il lavoro di aggiornamento dei propri rilevamenti per raggiungere lo studente Tom Gray con il quale dedicarsi alla ricerca delle ossa fossili. 

Intervistatore: Senta Lucy… il suo nome è molto particolare, perché Johanson l’ha voluta chiamare così?

Lucy: Mi ha chiamata così perché mentre mi stava disseppellendo stava ascoltando “Lucy in the Sky with diamonds”. Lo so, molti si aspettano chissà quale storia dietro al mio nome, ma in realtà è soltanto il frutto della passione per i Beatles di Donald

Intervistatore: Interessante, ma ci dica. Qual’era il suo piatto preferito?

Lucy:Il mio piatto preferito erano un insieme di noci, semi, tuberi, insetti e lucertole; a volte mangiavo delle foglie e talvolta, quando trovavo animali che erano già stati uccisi, mangiavo un po’ di carne. Sa, erano in pochi a farlo a quei tempi. Non perchè fossero tutti vegani, ma perchè erano erbivori, invece, come si puo’ capire dai miei denti, io ero onnivora.

Intervistatore:Fino ad ora ci è sembrato che utilizzasse dei filtri, ci faccia vedere com’è realmente.

Lucy:E va bene, ma un po’ mi vergogno. Vedi, ho solo 52 ossa e mi manca metà della gamba destra. Inoltre mi imbarazza farmi vedere in questo stato. Pensa che molti studiosi hanno passato settimane a studiare il mio bacino per capire di che sesso fossi. Ma come, non lo capiscono dalla mia voce?!

Intervistatore:Capisco che possa essere fastidioso, ma tutte queste attenzioni serviranno a qualcosa?

Lucy:È vero, infatti grazie a me sono riusciti a portare nuove conoscenze nell’ambito dell’evoluzione umana. Infatti adesso sapete meglio da chi discendete e avete altre curiosità sugli australopitechi. Ad esempio, grazie alla dimensione del mio cranio e alla curvatura della mia spina dorsale avete capito che la postura bipede precedette l’aumento delle dimensioni del cervello.

Intervistatore:Ok, adesso vorremmo farle una domanda un po’ delicata. Come è morta?

Lucy:Oh, non c’è problema. Rispondo subito. Allora, come ogni giorno cercavo della frutta sugli alberi quando, improvvisamente, sono scivolata e sono caduta sulle rive di una palude. Guardi (filmato). 

Intervistatore:D’accordo, ma ci scusi. Lei come ha fatto ad arrivare hai giorni nostri praticamente intatta, a parte qualche ossa mancante…

Lucy:Beh, per pura fortuna. Se un predatore mi avesse sbranata disperdendo le mie membra non avrei potuto, sepolta dal fango, fossilizzarmi nel corso dei millenni fino a diventare roccia. Adesso che ci penso il fatto che io sia caduta proprio nei pressi di una palude è un bene per voi, altrimenti non mi sarei mai fossilizzata.

Intervistatore:Comunque curioso, pensavamo che lei fosse stata mangiata da qualche animale feroce o altro.

Lucy:Ma no, avevo dei metodi per difendermi io. Certo, magari non evoluti come i vostri, ma funzionali. Ogni volta che vedevo un predatore affamato, salivo sul primo albero che trovavo e ci rimanevo finchè non se ne andava.

Intervistatore:Ma, pensavamo che diventando bipedi, aveste smesso di rufigiarvi sugli alberi.

Lucy: No, semplicemente abbiamo smesso di vivere tutta la nostra vita sugli alberi. Insomma, non eravamo più dei baroni rampanti, ma comunque passavamo le notti sugli alberi e ci rifugiavamo sugli alberi. E pensare che adesso voi gli alberi li tagliate…

INTERVISTA AD OTZI

Otzi

Intervistatore:  Buongiorno a tutti, e ben ritrovati alle interviste storiche. Oggi siamo qui per intervistare Otzi, un uomo molto antico, ma che oggi ha deciso di lasciarci un intervista. Ora mando un collegamento alla nostra inviata Rebecca Zucchet che si trova nel museo in cui Otzi risiede.

Intervistatore 2: Grazie mille, benvenuti a tutti noi oggi siamo qua davanti al museo di Bolzano e siamo pronti ad entrare perché oggi Otzi ha deciso di parlare con noi.  Per prima cosa, ci piacerebbe sapere quando, dove è da chi è stato ritrovato.

Otzi: Salve, e piacere di conoscerla. Tutto quello che so sul mio ritrovamento non mi è mai stato riferito direttamente, ma l’ho sentito al museo e quindi non posso affermarlo con totale certezza. Anche se mi sembra di aver capito che sono stato ritrovato da due coniugi chiamati Erica e Simon. Essi mi hanno ritrovato a Norimberga al confine tra Italia e Austria, invece la data del mio ritrovamento fu il 22/09/1991. Questo è tutto quello che so

Intervistatore: Come sappiamo, lei si chiama Otzi e ci piacerebbe sapere le origini del suo nome

Otzi: Otzi è il mio soprannome ed io ci sono molto affezionato, è con questo che sono diventato famoso e mi hanno detto che mi è stato dato da un giornalista che stava studiando il mio caso e quando si è venuto a sapere che sono stato ritrovato nella valle di Otza ha deciso di affidarmi il nome della valle, ma in vezzeggiativo.

Intervistatore: Abbiamo notato la sua ferita alla spalla e dato che siamo molto curiose volevamo chiederle cosa si è fatto e come se l’è procurata.

Otzi: Onestamente non ricordo bene cosa mi è successo per avere questo gravissimo taglio alla spalla, l’unica cosa che mi viene in mente è una freccia, tirata da un uomo di certo non mio amico

Intervistatore: Benissimo, grazie mille. Continuiamo con la prossima domanda:Oltre alla ferita, abbiamo notato che lei è molto magro e non sembra in ottima forma, ci potrebbe spiegare perché pesa così poco?

Otzi:  Penso che il mio scarso peso sia dovuto alla mia alimentazione poco regolare e scarsa. Difatti le rare volte in cui andavo a cacciare dovevo dividere la preda cacciata con i miei compagni.

Intervistatore: Sappiamo che per procurarsi il cibo ve a andare a caccia, nei momenti in cui era solo, sentiva la mancanza dei suoi compagni?

Otzi: Oh,  bella domanda. Io e i miei compagni non sempre eravamo nello stesso gruppo per cacciare, a volte queste attività duravano giorni. Eravamo un gruppo molto unito, e quando mi capitava di andare via da solo, ammetto che sentivo la loro mancanza

Intervistatore: Sempre parlando nel modo in cui si procurava il cibo, che utensili o armi utilizzava?

Otzi:  Non ricordo tutti gli utensili che avevamo, dato che erano davvero molti. Quelli che mi ricordo meglio  erano l’ascia, il pugnale e l’arco con la faretra.

Intervistatore: Inoltre sappiamo che ha disposto a rispondere a tutto, anche a queste domande un po’ scomode: ci sarebbe piaciuto sapere perché lei ha così tante carie

Otzi:  A dire la verità non me ne sono mai capacitato del perché ho sempre avuto così tante carie,ma con il senno di poi penso sia stato per la scarsa igiene che all’epoca c’era.

Intervistatore: E ora passiamo nuovamente la linea in studio.

Intervistatore 2: Grazie mille, e ora continuiamo pure con le domande:Come ha detto prima, mangiava poche volte, quelle rare volta cosa mangiava?

Otzi: Al mio tempo non c’erano tutti i cibi che avete voi adesso,ma mi ritengo molto fortunato perché tra questi pochi avevo trovato il mio giusto equilibrio. Tra questi spiccavano le bacche,i cereali e la carne.

Intervistatore2: Mi hanno riferito che era un po’ narcisista… cosa le piaceva di più di lei?

Otzi: Non so chi glielo abbia riferito, ma ha certamente ragione, Onestamente parlando di me mi sono sempre piaciuti i capelli, erano lunghi circa fino alle spalle. Erano di un castano chiaro, un colore che per l’epoca era molto privilegiato

Intervistatore2: A proposito dell’estetica della sua persona,dal video notiamo che ha molti tatuaggi… quanti sono?

Otzi: Avete ragione, sono moltissimi. Ieri ne ho contati circa 61.

Intervistatore2: La popolarità che ha ricevuto dopo la morte le fa piacere?

Otzi: Si, mi ha fatto molto piacere che questa ondata di popolarità abbia travoltò proprio la mia vita.

Intervistatore 2: Gli studiosi di oggi non si spiegano se lei parlava o meno, era in grado di farlo?

Otzi: Certamente!Ovviamente non era come quello a cui siete abituati oggi. Però tra noi c’era un modo per comunicare.

Intervistatore2:  Un ultima domanda, come è morto?

Otzi:  Sono morto, perché un mio nemico mi ha colpito con una freccia nella spalla sinistra. Avevo appena 45 anni, ma tutto sommato sono felice della vista che ho vissuto

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