27 Gennaio, la Memoria: ricordare per essere liberi

Nella vita di tutti i giorni è diventato sempre più raro soffermarsi a riflettere e chiedersi il perché delle cose. I bambini non riescono a vivere di nient’altro se non di punti di domanda, è essenziale per loro arrivare al nocciolo del significato di ogni cosa e azione. Man mano che si cresce questo bisogno innato si fa sentire con meno prepotenza, arrivando a compiere scelte rapide e automatiche per non pensare troppo e per risparmiare tempo. Eppure ci sembra di averne sempre di meno a disposizione, corriamo costantemente senza arrivare da nessuna parte e ci dimentichiamo cosa significasse interrogarsi sulla realtà che ci circonda. L’umanità ha già un passo proteso verso il futuro, verso la prossima decisione da prendere, mentre il passato dietro di noi sembra sbiadire ogni giorno che passa. Ma oggi, 27 gennaio, è diverso. Il mondo intero ha deciso di stabilire una giornata simbolica in cui fermarsi e ricordare. Un bambino non può non chiedersi il perché di questa decisione, è ancora ben lontano dalla conoscenza del lato più oscuro dell’uomo. Quindi inizia a tempestare di domande genitori, fratelli e maestre, vuole sapere il motivo dietro l’atmosfera carica di emozioni che aleggia intorno a lui. Sarebbe bello custodire per sempre quell’innocenza, così da non permettere al male del mondo di entrare in un cuore tanto puro, eppure oggi non possiamo fare eccezioni. Non possiamo perché la crudeltà, ai tempi della guerra, non faceva sconti nemmeno ai più piccoli, sottraendo loro ogni sogno e ogni spensieratezza. Dobbiamo ricordare e testimoniare l’orrore per non lasciare che la storia lo renda meno forte, meno terribile di quanto in realtà sia. Abbiamo il dovere di testimoniare perché a troppe persone è stato sottratto tutto per motivi infondati, per sfogare una rabbia disumana che ha generato distruzione come unico risultato. Quasi 80 anni fa l’umanità conobbe la parte più crudele e spietata di sé, quella che nessuno avrebbe mai immaginato di vedere né di possedere, e ricordarla ci permette di non lasciare nell’oblio tutti i volti segnati da questo orrore. Ecco perché se ne parla specialmente ai più piccoli: in tutti noi convivono l’odio e l’amore in egual misura e intensità, ed è quindi per questo motivo che, mostrando gli effetti del male, si può educare e istruire al bene. Prima si inizia a comprendere la doppia faccia della natura umana e i concetti di giusto e sbagliato, tanto prima si imparerà a scegliere consapevolmente tra questi. 

 

Giorno della Memoria 2021

“Il lavoro rende liberi”. Questa è la terrificante frase che accolse migliaia di deportati alle soglie del campo di concentramento di Auschwitz, ignari di tutto ciò che avrebbero vissuto al di là di quel cancello. Un cancello invalicabile, indistruttibile, che una volta oltrepassato segnava la fine di una vita e l’inizio di un incubo. Ogni volta che ci dimentichiamo di questa pagina nera del libro della nostra storia, è come se dessimo all’odio e all’indifferenza uno spiraglio per entrare nel nostro presente, un varco per farsi strada nei cuori e nelle menti. Ogni volta che smettiamo di riflettere e di chiederci “perché” rendiamo il passato sempre più lontano e distante, quando in realtà la crudeltà è ancora ben radicata tra molti. L’incubo sopravvive ancora in Corea del Nord ed in Cina, paesi in cui i prigionieri politici vengono torturati senza pietà nei cosiddetti centri di lavoro forzato, così come in Myanmar oltre 100mila persone appartenenti a minoranze si ritrovano perseguitate e rinchiuse in malsane prigioni. Ma ancora più vicino alla nostra realtà troviamo l’odio ingiustificato nei confronti del diverso, di ciò che non conosciamo e che per questo ci spaventa. Le analogie con le persecuzioni dell’Olocausto sono fin troppe, di conseguenza è anche per questo motivo che non possiamo smettere di informarci, di far luce sulle questioni più critiche che abbiamo ancora oggi. Dovremmo essere un po’ più come i bambini, curiosi di scoprire l’ignoto e il diverso, affrontando la realtà con meno pregiudizi e più slancio nel voler conoscere il bene che si cela dentro coloro che ci stanno di fronte: sarà solamente la speranza – uno spiraglio di luce in questo mondo di tenebre – a renderci liberi.

Aurora Naselli, 3B LES

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