Vaccinarsi, una questione etica da sempre sotto i riflettori

medico che tiene in mano la dose di un vaccino

La questione “vaccino” è un argomento di dibattito e conflitto da ormai decenni, ma non sembra esserci mai abbastanza chiarezza in merito. C’è chi sostiene che imporli sia un limite alla libertà del cittadino, chi ne teme gli effetti collaterali e chi sostiene che siano l’unico mezzo per poterci salvare dalle sempre più frequenti epidemie. In questo articolo ce ne parlerà Federica, una studentessa di 5D LES, che si è addentrata nei meandri della questione senza lasciarsi sfuggire nessun dettaglio.

Tra i diversi temi che hanno interessato il panorama politico e sociale del 2020, quello del vaccino è stato uno tra i più discussi, complice la pandemia di Covid-19. Con la propaganda negazionista, le proteste No-Vax e diversi talk show in cui il pensiero di una celebrità vale di più di quello di un virologo, l’opinione pubblica si è trovata disorientata e la mancanza di fonti attendibili è diventata quindi un problema; è soprattutto per questo motivo che l’assenza di una linea guida ha spinto gli individui ad assumere un atteggiamento di sfiducia nei confronti dei ricercatori scientifici, ignorando i loro anni di studio e fatiche, privilegiando invece dogmi di dubbia veridicità propinati da fonti inaffidabili e irresponsabili. Esse approfittano della loro popolarità, spaventano e confondono centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, mettendo a rischio sia la vita degli spettatori che quella dei loro figli: non è raro sentir parlare di famiglie che, essendosi rifiutati di vaccinare i propri figli, li abbiano letteralmente condannati a morte.

due persone che discutono animatamente in un dibattito molto acceso

 TRA SALUTE E LIBERTÀ: L’EQUILIBRIO PER IL BENESSERE COLLETTIVO

In ambito sanitario la normativa vigente in Italia prevede una lista di vaccini obbligatori a cui ogni bambino deve essere sottoposto e la cui somministrazione certificata rientra, negli ultimi anni, in uno dei requisiti essenziali per l’iscrizione scolastica. I vaccini in questione, che prevedono ad esempio Rosolia, Morbillo ed Epatite b, espongono il corpo ad una versione indebolita e morente del germe in questione, in modo tale che l’organismo sia in grado di eliminarlo velocemente e sviluppi una sorta di memoria immunologica che lo renda immune a qualsiasi altra esposizione. Dal punto di vista legislativo, in linea con il principio democratico, il cittadino non dovrebbe essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la sua volontà. Nonostante ciò, considerato il delicato equilibrio tra la salute del singolo e quella dell’intera società, prevale l’esigenza di garantire la sicurezza anche delle persone che, per vari motivi, sono incapaci di prendere il vaccino. È per questo motivo che il SSN istituisce periodicamente una lista di vaccini obbligatori e gratuiti, così da renderli accessibili a chiunque indipendentemente dalla situazione finanziaria e nel rispetto dell’uguaglianza formale e del welfare.

donna che sta per vaccinare una bambina mentre le tiene fermo il braccio

Ai genitori spetta quindi il compito di garantire ai propri figli il vaccino, in modo da proteggerli in virtù della potestà genitoriale e adempiere a quello che potremmo definire un dovere civico verso le persone che sono a rischio. Il sistema sanitario, infatti, è soprattutto tenuto a proteggere il maggior numero di persone possibile. Possiamo trovare un altro esempio di questo guardando ai viaggi all’estero: dirigendosi verso luoghi lontani, assaporandone i piatti tipici e incontrando la gente del posto, si potrebbero contrarre infezioni o virus nativi di quel paese. Se tornassimo nel nostro paese portandoli nel nostro corpo, potremmo esporre tutta la nostra comunità a un virus a cui il nostro sistema immunitario non è preparato, causando potenzialmente un’epidemia. Per questo motivo chi desidera viaggiare all’estero è tenuto, oltre ad avvertire la Farnesina, a vaccinarsi contro le malattie più frequenti nella zona di destinazione; ad esempio, per andare in Africa bisogna vaccinarsi contro la rabbia e il tifo, potenzialmente mortali.

I RISVOLTI ETICI, I FALSI MITI E IL TIMORE DEGLI EFFETTI COLLATERALI

Oltre al concetto precedentemente esposto, interpretato da chi aderisce ai vari movimenti No-Vax come un limite alla libertà personale, vi è anche una pseudo-motivazione etica. Chi aderisce a gruppi religiosi particolarmente dottrinali, ad esempio, potrebbe considerare il vaccino, e in generale tutte le cure mediche, come una modifica dell’uomo al corpo creato da Dio a sua immagine e somiglianza, interpretandola in modo radicale come una violazione blasfema. Sempre in questo ambito le diverse polemiche contro le case farmaceutiche hanno interessato anche la composizione dei vaccini, ritenuti da alcuni nociva, per via della loro natura chimica, da altri “troppo naturale”, perché derivata da cellule staminali prelevate da aborti; insomma, vi è una diffusa confusione in merito.

medico che tiene in mano una dose di vaccino

Per cercare di fare chiarezza è bene tenere a mente un principio fondamentale: la vendita capillare dei vaccini, o l’istituzione di una qualsiasi nuova tecnica medico-scientifica, deve essere innanzitutto approvata dall’OMS, organo garante in materia che attua un controllo scrupoloso e indipendente a qualsiasi stato o associazione, prima di dare il via libera ai singoli servizi sanitari nazionali. Inoltre, in relazione agli effetti collaterali, che secondo alcuni potrebbero includere anche l’autismo o altre sindromi, i dati sono chiari: oltre alle centinaia di studi scientifici che dimostrano la mancanza di una correlazione tra vaccini e autismo, le conseguenze individuali e collettive che scaturirebbero dal non vaccinarsi sono attualmente molto più frequenti e soprattutto più gravi degli effetti secondari. Per quanto concerne la scelta considerando l’ambito morale e religioso, tuttavia, le argomentazioni scientifiche perdono la loro efficacia: sta ad ognuno di noi quindi fare appello alla propria coscienza e agire considerando anche gli effetti sulla comunità. Chi manda i propri figli a scuola senza averli vaccinati, ad esempio, espone la comunità ad un maggior numero di rischi.

 UNA QUESTIONE RICORRENTE TRA PASSATO, PRESENTE E FUTURO

Con questa trattazione si è voluto proporre un excursus eziologico che mette in risalto l’importanza del vaccino e le motivazioni che spingono a non sottoporsi allo stesso. Il valore di questo tema è sottolineato anche dal suo essere storicamente trasversale: dall’epidemia della mucca pazza, all’influenza aviaria, alla pandemia da Covid-19, tutto ciò che è virale sta diventando caratterizzante per ogni periodo storico. La conclusione fondamentale a cui si arriva al termine di questa analisi risulta è  che il primo virus da combattere è l’ignoranza: basare le proprie opinioni su quelle altrui e non informarsi adeguatamente può infatti portare a prendere decisioni nocive per noi e per chi ci sta intorno.

Federica Cassano, 5D LES

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