Fotografia nel tempo: ecco come abbiamo sempre conservato gli attimi in uno scatto

Difficile pensare ad un anno più complicato di quello che ci siamo finalmente lasciati alle spalle, almeno per la maggior parte di noi. Parlando di momenti passati e delle testimonianze di ciò che fu, impossibile escludere l’importanza delle fotografie, da sempre tra i più efficaci mezzi per conservare i ricordi, belli o brutti che siano. Indubbiamente oggi la fotografia ha subito, a diversi gradi, un cambiamento della propria ragion d’essere più o meno profondo, anche a seconda del contesto sociale. È di questi aspetti che parleremo in questo articolo, approfittando dell’occasione per annoverarvi i nostri più sentiti auguri circa l’anno che ci aspetta, in un’atmosfera di cauto ottimismo.

Al giorno d’oggi tutti (o quasi) hanno un album di fotografie in casa, oppure delle foto appese ai muri delle stanze. Possiamo trovare vecchi scatti in bianco e nero, ma anche foto più recenti a colori: infatti ci è sempre piaciuto conservare i ricordi attraverso le fotografie, il mezzo per eccellenza con cui ognuno di noi immortala i momenti indimenticabili della propria vita.

Tuttavia le nuove generazioni sembrano conoscere un po’ meno il valore della fotografia, poiché hanno la tendenza ad immortalare di tutto e a tenere centinaia o migliaia di foto nelle gallerie dei cellulari, senza darci molto peso. Tempo fa ciò era molto diverso: non si trattava di uno strumento alla portata di tutti, così come non erano diffusi i mezzi necessari per scattare come oggi. Basta pensare che le prime fotografie della storia vennero realizzate con delle macchine molto ingombranti, antiquate e fin troppo complesse rispetto a quelle a cui siamo abituati oggi, le quali ci permettono di immortalare i momenti con un semplice clic sullo smartphone. Rispetto al passato siamo quindi molto avvantaggiati: possiamo avere sempre con noi un mezzo per scattare dappertutto e in qualsiasi momento vogliamo, soprattutto senza dover essere dei professionisti.

smartphone che fotografa il mare

Modificando il rapporto tra individuo e fotografia, si è verificato un conseguente cambiamento del significato di quest’ultima per le persone. Infatti la società in continua evoluzione ed i numerosi progressi che si sono verificati nel tempo hanno influenzato il concetto tradizionale di fotografia, così come il modo di immaginare e realizzare gli scatti. Al contrario di ciò che accade oggi, lo scopo iniziale di essa era legato alla necessità di immortalare degli avvenimenti importanti, oppure dei momenti che altrimenti sarebbero svaniti.

vecchia macchina fotografica con accanto fotografie in bianco e nero

Il noto fotografo francese del Novecento Robert Doisneau si focalizzò proprio sulla funzione individuale della fotografia, ritenendola “uno strumento indispensabile contro l’idea che siamo tutti destinati a scomparire”. Secondo il suo pensiero ogni azione degli uomini è provvisoria e momentanea, ma grazie alla fotografia si può evitare che il tempo scorra. In tal senso la fotografia risulta un modo eccezionale per poter fermare il tempo immortalando un momento attraverso uno scatto. Ciò permette a ciascun individuo di mantenere vivi nel tempo i propri ricordi e gli attimi più importanti della propria vita, ma non solo: negli ultimi decenni è stato fatto un passo in più grazie ai social network, con cui le persone hanno avuto l’opportunità di condividere i propri scatti in tempo reale, ricevendo dei commenti o degli apprezzamenti (ma anche delle critiche!!).

ragazza intenta a scattare una foto con una macchina fotografica.

In questo modo si può dire che la fotografia oggi abbia sia un valore individuale che sociale; sia nell’immortalare aspetti personali della vita (come i luoghi visitati personalmente), sia nel condividerli con una vasta community. Ma, come in tutte le cose, va considerata l’altra faccia della medaglia; ultimamente la fotografia ha acquisito un significato più negativo, in particolar modo nelle occasioni in cui viene utilizzata come strumento per ostentare ciò che si è o si possiede. Spesso non pensiamo più ad immortalare per conservare dei ricordi, anzi, è quasi diventato più importante apparire e condividere. Ciò si discosta molto dall’opinione di Doisneau, specialmente in un mondo in cui gran parte degli scatti sono proprio destinati ad essere provvisori e momentanei: sul social network Instagram, o su WhatsApp ad esempio, le foto scattate e pubblicate nelle cosiddette ‘storie’ scompaiono dopo 24 ore. A tal proposito il saggista Vito Campanelli elabora una tesi più moderna, che senza dubbio sostiene la funzione sociale della disciplina di “documentare ciò che è stato”, ma allo stesso tempo comprende in essa “l’esibizione e la condivisione in un momento contemporaneo allo scatto”. Effettivamente, è sufficiente aprire uno dei nostri social network per trovare un sacco di foto scattate in tempo reale e condivise con la comunità di “amici” online oppure di vecchie foto ricondivise come ricordo.

mani con telefoni mentre scattano foto e video durante un concerto

In ugual modo non sono da sottovalutare i rischi sociali direttamente relativi alla diffusione fotografica in rete. A causa del veloce sviluppo tecnologico, oggi qualsiasi persona ha la possibilità di modificare il contenuto presente nei propri scatti con numerose applicazioni, è quindi all’ordine del giorno la diffusione di fotografie manipolate; ma non si tratta comunque del rischio più allarmante che si potrebbe correre. Infatti gli scatti condivisi sui social network sono disponibili sul web, di essi resta sempre qualche traccia riconducibile al proprietario, e chiunque potrebbe impossessarsene.

smartphone con social network

In conclusione, possiamo affermare che il valore sociale della fotografia non è più quello di una volta; infatti le fotografie sono passate da essere uno strumento per testimoniare e ricordare un importante evento passato, ad essere strumentalizzate e utilizzate in modo inappropriato per fini superficiali e di guadagno personale.

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