L’importanza delle vacanze

Non è né nel mio interesse né in quello del diligente lettore perdere tempo con un’introduzione al concetto di vacanza. Passiamo dunque al nocciolo della questione: in una società in cui le macchine e le produzioni automatizzate sono una realtà, il tempo a disposizione del lavoratore per terminare i propri compiti si è sconcertatamente ridotto ad un livello quanto mai infimo. Se durante la maggior parte dell’anno quello che facciamo non è altro che correre, ciò che le vacanze ci dovrebbero permettere di fare non è altro che rallentare, in senso figurato ma anche letterale. Le vacanze sono dunque quel breve periodo in cui possiamo dedicarci ad attività finalizzate alla restaurazione dell’equilibrio del nostro spirito. Certo che sì. Se non fosse che:

  • Incombono in periodi cospicuamente brevi, che quindi non forniscono un quantitativo di tempo sufficiente ad un riposo completo;
  • Spesso l’inizio delle ferie non coincide con l’inizio di un periodo di stacco (lavoro a casa, impegni, compiti delle vacanze);
  • Di solito al termine di questo periodo di congedo ne coincide uno di malsana fretta di recuperare il tempo perso.

In Europa in media si va a scuola per 185 giorni

Grande aula di scuola con diversi banchi, tre lavagne ed una cartina geografica

Secondo il rapporto “Le cifre chiave dell’istruzione 2012” la durata media dell’anno scolastico alla scuola dell’obbligo in Europa ammonta a 185 giorni. L’orario d’insegnamento in genere viene spalmato su una settimana di cinque giorni alla settimana, anche se non mancano casi particolari come in Francia, dove la settimana scolastica dura solo quattro giorni e in Italia, dove la settimana scolastica dura sei giorni. Rispetto alla media europea che pone l’asticella del numero di giorni di scuola a 185, si scopre che l’Italia fa eccezione e non perché la scuola dura di meno, anzi: nel nostro paese si va a scuola fino a 200 giorni l’anno.

Siamo tutti incastrati in una cultura fuorviante della super produttività, che non dà valore al tempo vuoto (e spesso ci fa addirittura sentire in colpa se chiediamo di andare in ferie!). Siamo talmente condizionati che non riusciamo neanche a concepirlo un tempo senza attività, senza tecnologia, senza persone, senza rumori, senza tv. Siamo stati “educati” a non “sprecare” tempo, perché il tempo è denaro.. E da esseri umani, “human being, ci siamo trasformati in “human doing”, persone che fanno cose. Gli autori di questo studio suggeriscono che questo potrebbe anche essere uno dei principali motivi per cui facciamo così tanta fatica ad avvicinarci, e anche solo provare, a praticare la meditazione, pur intuendone gli straordinari benefici. (Cit. 2bhappy)

Il vero punto è che il superlavoro ci sta sottraendo il necessario tempo di recupero che serve al nostro corpo e alla nostra mente per continuare a lavorare in maniera efficace e sana, che è il motivo per cui le vacanze sono così importanti.
Sono dunque tanto indispensabili questi 15 giorni “extra”? Non sarebbe meglio utilizzarli per incrementare la durante delle vacanze Natalizie, cosicché una volta terminate, saremo davvero riposati?

Assolutamente no, d’altronde sappiamo bene che l’Italia è il paese europeo dall’economia e dalla politica più stabile, così come quello dal migliore sistema scolastico.

Mi trovo pienamente d’accordo invece, con chi sostiene che le vacanze estive andrebbero ridotte. Ma non in senso assoluto. Andrebbero secondo me invero distribuite in modo più omogeneo durante l’anno, praticamente privo di periodi di riposo significativi. Se le vacanze estive sono inutilmente lunghe e il resto dell’anno praticamente privo di momenti di riposo, togliamo 3/4 settimane all’estate e cediamole alle altre stagioni.

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