La libertà: età antica ed oggi

“Un uomo è libero dal momento che decide di esserlo”

La parola libertà ha diversi significati e ognuno si dovrebbe immedesimare in quello che lo rispecchia di più. Molti filosofi e pensatori di tutte le ere e provenienti da tutto il mondo hanno espresso il proprio parere su questo tema. Questi pensieri, sbagliati o giusti che siano, sono comunque personali, e dal mio punto di vista limitati da diversi fattori, in primis quello della diversità. Infatti, ognuno ha una propria opinione che è totalmente diversa da quella di qualcun altro. Quindi tutti dovremmo trovare il principio che più ci rispecchia e farlo nostro attraverso l’analisi, la comprensione e l’utilizzo di quest’ultimo. Nel Medioevo la libertà era qualcosa di concesso ad una cerchia ristretta di eletti: i nobili, coloro che facevano parte di corporazioni e piccoli gruppi che possedevano un vantaggio sul popolo. Un cambiamento radicale si ebbe con la rivoluzione francese, dove si iniziò a sostenere che la libertà è uno dei diritti inviolabili dell’uomo e che essa debba essere tutelata in ogni stato attraverso delle leggi.

Statua della libertà.

Da dopo la rivoluzione francese, la libertà è una facoltà nostra di diritto dalla nascita e nessun altro può togliercela, e noi viceversa non ci dobbiamo permettere di limitare la libertà di un altro individuo. Questo diritto porta la nostra società odierna, dal mio punto di vista, ad essere una comunità avanzata, perché lo stadio evolutivo non si calcola solo dalle scoperte scientifiche, ma anche dai traguardi che un determinato gruppo riesce a raggiungere nel campo dei diritti e dei doveri. Però la continua evoluzione non dovrebbe fermarsi a questo, perché in molti casi la libertà non è del tutto tutelata e ciò crea dei divari fra le varie popolazioni. Un esempio sono gli stati totalitari come quello della Corea del Nord dove il dittatore Kim Jong-un ha represso tutte le libertà dei cittadini, rendendoli degli schiavi, inconsapevoli del sistema in cui vivevano e lavoravano ogni giorno. Questi soprusi da parte del dittatore e del suo corpo di elite portarono il popolo nordcoreano all’estrema ignoranza di tutto quello che era il mondo al di fuori del loro paese.

Due statue molto grandi e davanti ad esse c’è della gente che le osserva.

Dal mio punto di vista questi regimi non fanno altro che aumentare il divario tra stati ricchi e poveri. Secondo il mio pensiero la libertà è collegata anche all’economia, perché uno stato dove i cittadini sono liberi equivale ad uno stato dove l’economia è più ricca e funzionale. Per concludere vorrei dire che noi siamo molto fortunati a vivere in una comunità dove tutti i diritti, soprattutto quello della libertà, sono rispettati. Noi, a differenza delle persone sfortunate che nascono in Stati totalitari, possiamo crearci un nostro futuro basato su interessi e passioni, al contrario loro, che sono condannati ad un destino già prescelto.

Filippo Gatti, 3Bles

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