La libertà: uno sguardo al passato per comprendere il presente

Per analizzare il concetto di libertà che abbiamo oggi, è necessario fare una digressione ai tempi in cui nulla, nemmeno la possibilità di esprimere la propria opinione, poteva essere data per scontata. Grazie a questo viaggio nel passato scopriamo quanto la percezione di essa sia cambiata, oltre al modo in cui influenzi sensibilmente ogni aspetto della vita quotidiana, sia in senso collettivo che individuale.

Il mondo è da sempre in continua evoluzione. È quasi impressionante come qualsiasi cosa possa cambiare, anche in modo repentino e immediato (ne abbiamo avuto la prova in questo lunghissimo anno), e come un singolo fattore sia in grado di influenzare sia noi stessi sia il resto dell’umanità. Sì, perché è come se la nostra realtà fosse composta da tante piccole tessere di un grande puzzle, tutte interconnesse seppur lontanissime le une dalle altre. La presenza, certe volte ancor di più l’assenza, di anche una sola di queste componenti, è in grado di stravolgere totalmente l’equilibrio troppo spesso precario in cui viviamo. Diamo per scontato che ogni pezzo sia al proprio posto, esattamente dove è sempre stato, dove sta e dove sempre sarà, ma ci sbagliamo.

Questo è l’esempio più adatto per spiegare la libertà, un concetto che può sembrare molto astratto, statico e recluso a pochissimi ambiti, ma che, direttamente o meno, influisce sensibilmente su chi siamo, ciò a cui apparteniamo e soprattutto a cosa aspiriamo. Come ben sappiamo, e come ci è capitato di notare tra le pagine che ci raccontano del passato, la libertà ha seguito un percorso di evoluzione ben preciso, seppur non lineare, che in qualche modo ci ha condotti al presente e che ora domina la nostra realtà senza neanche rendercene conto.

immagine riferita alla Magna Charta.
il re d'Inghilterra accetta la carta, firmandola.

Basti pensare a quanto limitata fosse la capacità di agire per gran parte della popolazione nel Medioevo: in quel periodo alcuni uomini erano legati alla terra come se fossero parte integrante di essa. Con il tempo e con il progresso si poté giungere ad una definizione di libertà limitata almeno a pochi eletti, in base allo status sociale o alla collocazione geografica. L’osserviamo in un’Inghilterra lontana anni luce da noi, e ce lo attesta precisamente nel 1215 la Magna Charta stessa. Il documento non riguardava ancora direttamente le facoltà dell’uomo, bensì alcune esenzioni a dei trattamenti per gli uomini liberi, ad esempio le catture infondate e non giudicate dal Tribunale. Ciò, seppur con un impatto minimo, contribuì a gettare le fondamenta dei diritti di cui possiamo godere oggi.

Quadro che rappresenta la rivoluzione francese. Donna che sventola la bandiera francese circondata da uomini armati

Se nel 2020 possiamo dire che la maggior parte degli stati poggi su moderne costituzioni, e che i diritti fondamentali siano una certezza e non uno status precario, è anche perché prima di noi delle persone hanno lottato per ottenerli.  Altri esempi sono le rivoluzioni, momenti di grande fervore sociale, in cui l’urgenza di essere rispettati e tutelati si è fatta sentire, tanto forte da poter cambiare le cose in modo duraturo e permanente: se non fosse stato per la Rivoluzione Francese, che rese possibile la nascita di una monarchia costituzionale e poi di una repubblica, oggi il volto dell’Europa, se non del mondo, sarebbe totalmente diverso. Ecco che possiamo capire quanto la libertà abbia costituito un importante filo conduttore tra chi siamo stati, chi siamo e chi un giorno saremo: è un desiderio comune, una storia che non ha mai veramente una fine, il tassello più importante che completa il grande puzzle della realtà.

tre ragazzi studiano e si confrontano seduti seduti nell'erba di un parco

Tornando al presente, dopo questa digressione, potrebbe essere immediato pensare che questo aspetto della nostra vita abbia prevalentemente a che fare con la sfera economica, politica e sociale in cui agiamo. Non è sbagliato, ma lo sarebbe se sostenessimo che non riguardi in larga parte anche la componente personale. Per capire meglio proviamo a immaginare come reagiremmo se, di punto in bianco, non possedessimo più nulla, se non potessimo più godere dell’istruzione, della salute e soprattutto della facoltà di esprimere questo disagio. Ci sentiremmo oppressi, zittiti di fronte alla privazione totale di ciò che un essere vivente, per natura, necessita ed esige. Soprattutto lì dove non sempre, e soprattutto non per tutti, si tratta di una conquista di cui si può godere. Solo così ora possiamo renderci conto di quanto spesso diamo per scontato il tetto sotto il quale viviamo, l’aria fresca che respiriamo, le opinioni che ci scambiamo e ciò che impariamo tra i banchi di scuola. Anche questa è libertà. Così come l’amare chi decidiamo di amare, il sentirci a nostro agio in un paio di jeans o in un vestito, il raggiungere i nostri obiettivi, i nostri sogni più lontani, senza che nessuno cerchi di strapparci le ali. Tutti abbiamo un sogno, non è vero? Bene, anche la possibilità di vederlo un giorno realizzato è, fondamentalmente, libertà.

due tessere di puzzle che vengono unite

La verità è che, in qualità di essere umani, ci percepiamo troppe volte come un irrisolvibile groviglio di bisogni, pretese ed esigenze. Facciamo fatica a capirci, specialmente noi adolescenti, che abbiamo appena scoperto quanto sia difficile affacciarsi al mondo degli adulti e che non sappiamo da che parte iniziare per risolvere questo complicatissimo rompicapo. Ecco, certe volte dovremmo semplicemente ricordarci che siamo fatti di tasselli, interconnessi tra loro secondo chissà quale logica, e che per comprendere veramente di cosa abbiamo realmente bisogno per farli combaciare, dobbiamo porci questa domanda: “di che cosa è fatta, per me, la libertà?”

Aurora Naselli, 3B LES

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