Cyberbullismo, un nemico virtuale da sconfiggere

In questi ultimi anni, con l’avvento delle nuove tecnologie, la presenza dei mezzi di comunicazione digitale è diventata sempre più capillare nella vita degli adolescenti, cambiandone spesso la mentalità, le abitudini e i modi di pensare. Se per certi aspetti ha portato numerosissimi vantaggi, l’era di internet e degli smartphone ha dato però ulteriori armi in mano ai bulli, pronti a usufruire delle risorse della rete, dove hanno ancora più possibilità di compiere atti violenti: si parla di cyberbullismo.

ragazzo triste e disperato appoggiato ad un muretto mentre viene ripreso con un iPhone

Sentiamo tutti parlare del cyberbullismo, ma di cosa si tratta realmente? Vengono chiamati così tutti quegli atti di violenza e molestia perpetrati tramite chat, social media, forum, e-mail, che più in generale comprendono ogni azione di minaccia effettuata con l’ausilio delle piattaforme digitali.  Nel cyberbullismo rientra anche la pubblicazione di informazioni private appartenenti ad un’altra persona, infatti è sempre necessario prestare molta attenzione ai dati che si inseriscono online (nome, cognome, indirizzo, numeri di telefono…): esse svelano molto su di noi e sulla nostra identità, mettendo quindi costantemente in possibile pericolo la sicurezza e l’ incolumità. Lo stesso ragionamento va fatto per i video e le foto che ritraggono noi stessi o i nostri amici.  Molti dati, una volta messi online, non sono più controllabili e chiunque può venirne a conoscenza, impossessandosene ed utilizzandoli per minacce o molestie a scapito dei diretti interessati. (Ovviamente bisogna precisare che nel web non si incontrano esclusivamente “cyberbulli”, ma è anche vero che su internet è facile spacciarsi per qualcun altro, inventandosi un’identità nuova: questo si verifica per conto di persone che hanno illecite intenzioni o da chi nella realtà si nasconde dietro una innata timidezza, rinascono nel mondo virtuale al fine di vivere una “realtà” diversa, in parte migliore.)

ragazza che tiene in mano un iPhone al tramonto mentre guarda in alto

Essere vittime di una violenza di questo tipo, così subdola e così poco visibile agli occhi di chi ci circonda, riduce chi la subisce a rimanere intrappolato in situazioni pericolose che portano angoscia e solitudine, dalle quali spesso non si sa come uscire. Cercare una soluzione permanente ad un problema di tale portata, che ormai dilaga in ogni angolo del pianeta, è ciò di cui molti enti e associazioni si stanno occupando. Risulta quindi spontaneo chiedersi cosa poter fare, nel nostro piccolo, per evitare di diventare vittime o di ridursi a spettatori passivi della violenza presente nella vita degli altri. Troppo spesso si attribuisce il problema ai social media e all’effetto negativo che possono avere, specialmente sugli adolescenti, invece di puntare il dito contro gli artefici che, indipendentemente dall’età, proiettano le proprie insicurezze sulle vittime, in questo caso servendosi di parole dietro ad uno schermo. Quindi dovremmo smettere di utilizzare internet per comunicare con i nostri amici e per esprimere la nostra creatività, il nostro modo di essere? Assolutamente no. Basterebbe solamente stare sempre molto attenti alle persone con cui abbiamo a che fare nel nostro mondo virtuale, assicurandoci di mantenere i toni il più diplomatici possibile, e soprattutto non stare semplicemente a guardare quando assistiamo ad un comportamento offensivo di fronte ai nostri schermi.

ragazza vittima di cyberbullismo piange di fronte al suo computer

Per prevenire che si verifichino ancora oggi situazioni simili, è essenziale discuterne e parlarne con chi ci circonda nella vita reale: in questo modo si può imparare a capire quanto le paure e le insicurezze possano diventare piccole ed insignificanti una volta affrontate di petto, non da soli, ma con persone che ci conoscono per ciò che veramente siamo. Chi si scaglia contro qualcuno sul web non riesce a comprendere le sfumature che caratterizzano una persona, quel mondo interiore tanto affascinante quanto, certe volte, fragile, senza rendersi conto dell’effetto amplificato delle parole dette. In conclusione, non dobbiamo farci frenare da chi diffonde odio e negatività, da chi giudica e non vuole comprendere, bensì dobbiamo andar fieri delle persone che siamo senza farci condizionare dal pensiero virtuale di chi, in realtà, non ci conosce affatto. 

Irene Bosso, Aurora Naselli, Giada Locatelli

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