Il problema che ha causato questa strage è stato il fatto che sia accaduto tutto all’improvviso, e da parte dei Paesi contagiati per primi c’è stata disinformazione e disorganizzazione, che non ci aveva permesso di affrontare una situazione del genere. 

Io penso che, soprattutto in questo periodo critico, sia importante ricercare nelle passate vicende degli spunti che potrebbero insegnarci a reagire, a non mollare e trovare in modo più veloce una soluzione a questo dramma.

La Spagnola nel Coronavirus

Un esempio potrebbe essere la cosiddetta Influenza Spagnola che si è verificata dal 1918 al 1920, alla fine della prima guerra mondiale, diffusa per condizioni igieniche precarie e per lo spostamento di molte persone che tornavano a casa dopo la guerra. La Spagnola si diffuse in questo modo. Il Coronavirus, si pensa (non è ancora del tutto accertato), che si sia propagato tramite il contatto tra imprese italiane e cinesi.

 

Come ha reagito la società alla pandemia

La situazione è critica sia per gli abitanti che per l’Italia in ambito economico e sociale. È difficile stare in casa, non poter uscire e non vedere nessuno, soprattutto per i giovani che devono rinunciare alla loro vita sociale.

Essendo un problema mondiale, tutti i Paesi in cui il virus si sta diffondendo, cercano di contenerlo prendendo spunto dagli Stati in cui il contagio è già avvenuto e soprattutto avendo avuto più tempo per prepararsi possono anche adottare misure sanitarie migliori.

In questo momento ogni Paese potrebbe collaborare con gli altri per giungere ad una soluzione del problema in tempi più rapidi, tutti dovrebbero essere pronti ad aiutare quelli più in difficoltà.

L’impegno della comunità

Penso che lo sforzo più grande lo dovrebbero fare non solo i medici, gli infermieri, i volontari che ogni giorno lavorano 24 ore su 24 per aiutare gli anziani, le persone malate, ma anche i politici.

Attraverso la tecnologia, Paesi diversi e lontani, possono aiutarsi, comunicare, scambiarsi informazioni e trovare una soluzione comune per risolvere questo enorme problema non solo a livello sanitario, ma anche a livello economico.

OTTIMA OSSERVAZIONE.

L’evoluzione dei mezzi di comunicazione e la tecnologia in generale hanno permesso di poter essere sempre aggiornati su cosa succede nel mondo e, rispetto al periodo del dopoguerra, poter trovare più velocemente delle cure e risposte su come affrontare questo tipo di problemi.

Gli adattamenti

Ognuno, nel suo piccolo, anche se difficile, deve cercare di fare del suo meglio, rispettando le regole che sono state imposte, in modo da non peggiorare la situazione attuale. Tutti devono resistere per il bene non solo del nostro Paese, ma delle persone malate e che soffrono ogni giorno. Tutti dovrebbero utilizzare questi giorni per fare attività che prima si davano per scontate o che non si facevano perché non c’era tempo, come godersi la propria famiglia, prendersi cura di se stessi, delle proprie passioni e dedicarsi alle persone care.
Gli studenti, per esempio, già abituati all’uso dei device, cellulari, videogiochi eccetera, stando a casa, grazie alle nuove applicazioni tecnologiche, possono comunque  parlare con i loro amici, parenti lontani attraverso videochiamate e messaggi. Gli studenti devono seguire le lezioni a distanza attraverso videochiamate, audio, mail e programmi vari. Questo permette di continuare lo studio in modo diverso rispetto a quello a cui erano abituati, ma alcune volte risulta un po’ difficile sia perché il tempo delle spiegazioni e delle esercitazioni è limitato rispetto a quello in classe, sia perché ci possono essere problemi di collegamento con i docenti. Anche i docenti hanno dovuto imparare, nel minor tempo possibile, nuovi strumenti per poter insegnare agli studenti.    

Grazie ai nuovi mezzi di comunicazione tutti possono avere contatti con persone vicine e anche con quelle che si trovano a milioni di chilometri di distanza da noi; in questo modo si può avere compagnia costante e sentirsi più vicini, farsi forza a vicenda.

Spero che quando saremo più grandi e tutto ciò sarà finito, potremo raccontare alle generazioni future in che modo è stata fermata questa pandemia, quali sono state le cause e le nuove medicine scoperte per combatterla. Oggi il mio desiderio più grande è che tutto questo incubo possa finire il più presto possibile grazie alla collaborazione tra tutti gli Stati del mondo, senza distinzione di razza e soprattutto di potere economico.

Giuliani Linda 2^E

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *