Stiamo affrontando un periodo di forte crisi sanitaria, economica e sociale.
Se da un lato è vero che non possiamo fare molto di più che pazientare, dall’altro nulla ci vieta di analizzare la situazione a 360°, per la nostra curiosità o serenità.
Partiamo da chi ha al momento il maggiore potere decisionale, il nostro governo; approfittiamo dell’occasione per rivedere come è nato e da chi è composto.
Il governo Conte II è composto da una coalizione scaturita da un accordo tra Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Italia Viva e Liberi e Uguali con l’appoggio anche del MAIE, in seguito alla crisi che ha portato alle dimissioni del governo Conte I.
Il governo è spesso chiamato dalla stampa “governo giallo-rosso”.
Matteo Salvini, Lega.
Dopo alcune settimane di tensione nella maggioranza giallo-verde (M5S + Lega), l’8 agosto 2019 il segretario federale della Lega Matteo Salvini annuncia l’intenzione di ritirare il sostegno del suo partito al governo.
Salvini innesca così la crisi di governo e chiede la convocazione di elezioni anticipate, prospettando la nascita di una coalizione di centro-destra aperta anche a Silvio Berlusconi e a Giorgia Meloni.
Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 2018.
Il giorno dopo il gruppo parlamentare della Lega presenta al Senato una mozione di sfiducia nei confronti del Presidente del Consiglio.


Il 20 agosto, Conte riferisce al Senato in merito alla crisi di governo in atto, annunciando le proprie dimissioni; nel corso del dibattito la Lega ritira la sua stessa mozione di sfiducia, ma Conte decide ugualmente di porre fine all’esperienza di governo, formalizzando le dimissioni la sera stessa.
Luigi Di Maio, vicepresidente del Consiglio dei ministri nel Governo Conte I.
Nei giorni successivi, Salvini si rende disponibile a formare un nuovo governo con il M5S, proponendo Luigi Di Maio come presidente del Consiglio: questi rifiuta tuttavia ogni ipotesi di accordo col partito che ha ormai aperto la crisi.
In seguito alle consultazioni di rito è stata rilevata la possibile esistenza di una nuova maggioranza parlamentare tra Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Liberi e Uguali e dopo numerosi incontri tra il capo politico pentastellato Luigi Di Maio e il segretario del PD Nicola Zingaretti, il 29 agosto il presidente della Repubblica Mattarella conferisce nuovamente a Giuseppe Conte l’incarico di formare il nuovo governo.
Conte accetta l’incarico «con riserva», iniziando così i suoi colloqui con le sopraddette forze politiche, per addivenire alla definizione della squadra di Governo.
Il 4 settembre successivo Conte scioglie la riserva, annunciando la composizione del nuovo Consiglio dei Ministri.
L’indomani Conte e i ministri giurano davanti al presidente della Repubblica e il governo entra ufficialmente in carica.
Governo Conte II.
Il governo attuale è dunque sostanzialmente di sinistra.
Tornando alla situazione odierna, l’opposizione si trova d’accordo con le misure prese dal governo per contrastare la crisi? Be’, credo che oggi la risposta sia sì.
Sicuramente le nuove disposizioni, di cui parleremo a breve, si avvicinano molto alle misure chieste dal centrodestra all’inizio della crisi, ma indubbio sono arrivate con eccessivo ritardo per soddisfare pienamente l’opposizione.
Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia.

Dunque, oltre alle disposizioni del decreto datato 8 marzo che tutti noi conosciamo, cosa è cambiato con la nuova ordinanza? Ecco quando si legge nel documento:
‹Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sono adottate, sull’intero territorio nazionale, le ulteriori seguenti misure:
a) è vietato l’accesso del pubblico ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici;
b) non è consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto; resta consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché comunque nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona;
c) sono chiusi gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, posti all’interno delle stazioni ferroviarie e lacustri, nonché nelle aree di servizio e rifornimento carburante, con esclusione di quelli situati lungo le autostrade, che possono vendere solo prodotti da asporto da consumarsi al di fuori dei locali; restano aperti quelli siti negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;
d) nei giorni festivi e prefestivi, nonché in quegli altri che immediatamente precedono o seguono tali giorni, è vietato ogni spostamento verso abitazioni diverse da quella principale, comprese le seconde case utilizzate per vacanza;›
Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano.
Concludiamo cercando di dare una risposta approssimativa alla domanda che tutti noi ci siamo posti almeno una volta: quando finirà tutto questo? Consultando le opinioni di tantissimi esperti si potrebbe dire che bene o male trovano tutti probabile un’ipotetica fine dell’emergenza tra fine aprile e metà maggio.
Se dovessero esserci cambi nelle previsioni, vi faremo sapere.

L.C.

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