Non so come spiegare la situazione che stiamo vivendo oggi.
Solo un aggettivo mi pare possa descriverla propriamente: surreale.
Siamo abituati a vedere questo genere di catastrofi solo nei film: gente che riempie i carrelli fino all’orlo, scaffali vuoti… e proprio perché questa situazione è così surreale, molti non la prendono sul serio. Credono sia un incubo, che presto finirà e che dobbiamo rassegnarci al fatto che, come dicono in molti, “noi non possiamo farci nulla”.
Ed è proprio qui che si sbagliano.
La situazione è grave e ci sono stati molti errori, sia dalla parte dei cittadini che dalla parte dello Stato (ed anche della Regione).
Una delle ipotesi più accreditate sul perché questa situazione – almeno inizialmente – fosse stata presa sotto gamba riguarda richiama le informazioni che non sono subito state segnalate da parte di ospedali e forse dalla stessa Cina, prima contagiata, riguardanti non uno, ma diversi casi affetti da una polmonite mai vista prima. Non avendo quindi tutte le informazioni ufficiali ma dovendosi informare attraverso altri canali (tra cui i non sempre affidabili social), la gente ha iniziato ad allarmarsi.
Una volta compresa la gravità del problema, si sono distinti due tipi di soggetti, entrambi rientranti tra gli “incoscienti”: chi svuotava i supermercati (inutilmente a mio parere, in quanto si sapeva che sarebbero rimasti aperti) e chi continuava la sua vita normalmente, anche uscendo di casa.
Purtroppo il mondo è pieno di persone che pensano solo a se stesse e che, nonostante le continue raccomandazioni di non uscire di casa, escono comunque. Siamo arrivati, per assurdo, a dare delle multe a chi esce!
E a me, come credo a tutti coloro che stanno rispettando le regole imposte, fa rabbia che ci siano persone che continuano ad ignorare il problema; è da egoisti, perché uscendo di casa non mettono in pericolo solo loro stessi, ma tutti noi e sinceramente questa cosa mi spaventa.
È vero, sono giovane e ci sono poche possibilità che questo virus mi colpisca e ancora meno possibilità che lo faccia in modo grave, ma ciò di cui ho paura è di trasmetterlo ai miei genitori che lavorano e sono in casa con me.
Un’altra cosa che mi fa riflettere molto è il fatto che, durante una pandemia mondiale, non abbiamo nemmeno modo di proteggerci al meglio a causa della scarsità di mascherine e di tutto ciò che sarebbe necessario, e giustamente la priorità va a coloro che tutti i giorni lottano negli ospedali.
La paura, a quanto pare, è l’unica cosa che mi è rimasta.
Paura per me e per il prossimo, perché dentro quegli ospedali c’è gente che muore in sala d’attesa o davanti ai medici perché non si hanno i macchinari necessari o perché i respiratori sono tutti occupati. C’è chi muore durante il tragitto perché le ambulanze non arrivano in tempo. Chi muore in casa perché la linea delle ambulanze è occupata. La situazione è grave e in questo momento quello che possiamo fare è stare a casa. Per il nostro bene e per quello degli altri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *