In questi giorni di quarantena, scanditi dal passare inesorabile delle ore sulle lancette dell’orologio, è inevitabile riflettere sull’entità misteriosa del tempo. Ecco il punto di vista di Valentina Rama, della 3C del Liceo delle Scienze Umane, che ribadisce l’importanza di restituirne il preziosissimo valore, troppo spesso dimenticato e finalmente compreso durante l’importante avvenimento che stiamo vivendo sulla nostra pelle.

La vita di ogni uomo è scandita dal tempo, una successione regolare e costante di istanti che si susseguono ordinatamente. Ma che cos’è davvero il tempo? La società odierna sembra ostacolare il bisogno incessante dell’uomo di cogliere il tempo nella sua vera essenza. È caratterizzata da una continua frenesia, dettata da orari e appuntamenti. Si vive rincorrendo un attimo che sembra svanire ancora prima di averlo vissuto, si corre cercando di sfruttare ogni singolo momento per non lasciarlo incompiuto, si organizza la propria vita sulla base del tempo.

La natura umana ci porta a voler controllare tutto ciò che ci circonda, ma lo stesso non si può fare con il tempo, poiché non può essere gestito nel suo scorrere inesorabile. In tal modo si rischia di concentrarsi sul tentativo di dominare un’entità incontrollabile, lasciando che vada persa l’unicità e l’importanza di ogni momento. Si è abituati a dare per scontato le piccole cose poiché ritenute spesso superficiali e prive di valore, o perché convinti che la quotidianità sia ormai abitudinaria e pertanto non degna di essere valorizzata quanto invece meriterebbe.

Ci si appoggia sulla convinzione che ci sarà sempre un domani in cui poter migliorare e stravolgere la propria vita, sicuri che la libertà di cui si gode sia un diritto di cui non si potrà mai essere privati. Solamente quando questa ci viene tolta, quando non si ha il potere di prendere in mano la propria vita, quando il domani sembra essere in bilico e quando la propria quotidianità viene stravolta radicalmente, si capisce quanto il tempo, che sembrava essere stato vissuto pienamente, sia invece stato buttato. Si riconosce il valore dei piccoli gesti, si rimpiange di non aver vissuto veramente ogni istante, ci si rende conto che forse non si è mai vissuto davvero.

Bisogna allora cambiare la prospettiva da cui si guardano le cose per afferrare il giorno, in modo da non permettere che scivoli via senza averlo vissuto davvero e per cogliere l’attimo, lasciando che le piccole cose diventino il fulcro e l’essenza della felicità. Con gli occhi rivolti al futuro abbiamo dimenticato che tutto quello che ancora deve venire è il risultato di quello che siamo oggi e delle azioni di tutti i giorni. Il tempo allora è solamente la dimensione dell’anima, la misura dell’esperienza soggettiva e delle emozioni, che deve essere vissuta con l’idea di realizzarsi nel presente in vista di un futuro incerto, il quale può esserci sottratto da un giorno all’altro.

Valentina Rama 3^CLSU

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