La paura ai tempi del coronavirus

 L’essere umano è la creatura con più capacità intellettuali e manuali di questa terra; è un animale che evolutosi nel tempo ha sviluppato la sua intelligenza e sfruttato qualsiasi risorsa per la sopravvivenza di questa specie. Ciò che distingue gli esseri umani dagli animali è la capacità di parlare, di creare legami affettivi molto forti e la possibilità di stare in posizione eretta. Gli esseri umani hanno una propria personalità, una psiche, un modo di pensare o di relazionarsi che si differenzia gli uni dagli altri e dalle altre specie animali, ma nonostante ciò  abbiamo notato in questi ultimi mesi che c’è un fattore che accomuna tutti gli esseri del mondo: la paura

Come qualsiasi essere vivente, la paura, fa scattare dentro di noi un meccanismo di difesa e nel frattempo di attacco che ci stupisce.

Questo è un periodo di profonda paura, angoscia e preoccupazione a causa di qualcosa che è più grande di noi, che non dipende dalle nostre scelte ma che deriva dalla natura, elemento fondamentale fin dai primi anni della storia dell’uomo ma che in pochi secondi si può trasformare in qualcosa di letale, in qualcosa che l’uomo non può controllare nonostante le migliori invenzioni che si possano creare: niente è più potente della natura stessa.

Personalmente credo che sia questo il vero motivo di tanta paura in questi mesi: stiamo affrontando un virus che è molto simile al virus influenzale ma non lo è in modo effettivo, non lo conosciamo a fondo, non lo abbiamo studiato e la natura umana insegna che abbiamo paura di ciò che non conosciamo.

Fin quando non ci tocca in prima persona lo sentiamo lontano ma abbiamo visto che la velocità di diffusione di questo nuovo corona virus è spaventosa e penso che ognuno di noi abbia paura di contrario, abbia paura delle conseguenze e della morte. Ma quello che davvero ci terrorizza è dover lasciare un nostro caro, vederlo spegnersi per un virus nato da chissà cosa e arrivato fin qui.

La domanda che tutti ci poniamo è “perché?

Questa parola caratterizza la nostra vita da molto, interroghiamoci sul perché delle cose: terremoti, tsunami, stragi, bombe, carestie, epidemie e molto altro.

Qualche giorno fa ho sentito la frase di un prete missionario vissuto in una cittadina vicino alla mia, ora si trova in Bolivia e ha detto “mi dispiace molto per la situazione in Italia e subito dopo “beati voi che avete solo il corona virus. Questa frase mi ha fatto gelare il sangue, mi ha fatto capire che quando noi abbiamo bisogno di aiuto, agli altri non pensiamo più; anche a chi ha più bisogno di noi.

Non so quante persone in questo periodo abbiano pensato ai bambini che muoiono di fame, di peste, di ebola o a chi vive ancora nella miseria a causa dei terremoti.

Il mondo sta passando un periodo molto difficile, siamo all’interno di un Paese che ci sta chiedendo di fare anzi di non fare delle cose che per noi sono normalissime, stanno limitando la nostra libertà per il bene della collettività ma purtroppo non tutti lo capiscono e chi non comprende la gravità di questa situazione non lo farà finché non verrà colpito in prima persona. Molto spesso noi pensiamo a come moriremo e ci sembra ingiusto che accada per un semplice virus, ma questo ci insegna che dobbiamo stare sempre pronti ed uniti ad ogni evenienza.

Ammiro molto il lavoro di medici ed infermieri che stanno lottando come dei leoni nonostante la stanchezza e lo stress; purtroppo a causa dell’incoscienza di altri sono costretti a fare delle scelte che li segneranno per tutta la vita, come ad esempio scegliere chi curare perché non ci sono abbastanza respiratori o materiale medico.

In queste situazioni dobbiamo salvaguardare noi stessi soprattutto per non danneggiare gli altri, dobbiamo abbracciarci da lontano e farci coraggio. Dobbiamo pensare che dalle nostre azioni dipendono la vita e la salute di altre persone.

Ogni paese dovrebbe essere disposto ad aiutarne un altro perché solo insieme si può combattere una cosa che non si conosce, solo con forza e solidarietà si potrà fare qualcosa. Non dobbiamo fare le vittime ma nemmeno prendere sotto gamba queste situazioni perché altrimenti andranno sempre peggiorando.

Come mamma orsa protegge i suoi cuccioli nel momento di paura, noi dobbiamo proteggerci l’un l’altro per tornare alla normalità che ci manca così tanto.

Solo nei momenti gravi vediamo l’importanza delle piccole cose, come può essere un semplice abbraccio o una stretta di mano.

Ora ci siamo resi conto che l’uomo è nato per stare con altri uomini e quando questo non accade si ribella perché solo insieme si trova conforto e si supera la paura.

Dobbiamo solo tenere duro impegnarci; penso che per un po’ di tempo non desidereremo più starcene da soli.

 

 

 

 

Gritti Giorgia 5BLes

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