La Pasqua è la più importante celebrazione della religione cristiana. Essa celebra infatti la resurrezione di Gesù dal sepolcro, avvenuta, secondo le sacre scritture, il terzo giorno dalla sua morte.

Che cosa è la Pasqua

Il giorno della celebrazione della Pasqua cambia di anno in anno, a seconda dei cicli lunari. La data coincide sempre con la Domenica successiva al primo plenilunio di primavera, inoltre determina la cadenza di altre celebrazioni sacre come la Quaresima e la Pentecoste.
La Pasqua per i Cristiani è detta anche Pasqua di resurrezione, in ricordo di Gesù che si sacrificò per la salvezza degli uomini, procedendo verso un calvario fuori dalle mura della città di Gerusalemme dove fu costretto a trasportare sulle spalle la croce su cui poi sarebbe stato crocifisso.
Al giorno d’oggi, si ha perduto la spiritualità con la quale, una volta, si viveva questa giornata, infatti, ad oggi, nel giorno di questa ricorrenza, si sta con i parenti, si comprano le uova di cioccolato, magari si fa una caccia al tesoro e ci si diverte.
Le uova di Pasqua, simbolo di questa festività, non hanno solo un gusto eccezionale, ma anche una storia molto antica.
L’usanza cristiana delle uova di Pasqua è iniziata tra i primi cristiani della Mesopotamia che macchiarono le classiche uova con una colorazione rossa “in ricordo del sangue di Cristo, versato alla sua crocifissione”.
Il Cattolicesimo riprese le tradizioni che vedevano nell’uovo un simbolo della vita rielaborandole nella nuova prospettiva della resurrezione di Gesù.
L’uovo infatti somiglia ad un sasso e appare privo di vita, così come il sepolcro di pietra nel quale era stato sepolto Gesù.
Dentro l’uovo c’è però una nuova vita pronta a sbocciare da ciò che sembrava morto.
In questo modo, l’uovo diventa quindi un simbolo di resurrezione del corpo di Cristo.
Il periodo della Pasqua mi ricorda la famiglia, perché come a Natale, la mia famiglia, come molte altre, si riunisce.

La Pasqua nell’ebraismo

La Pasqua per la religione ebraica dura 8 giorni e simboleggia la liberazione degli ebrei dall’Egitto per mano di Mosè verso la terra promessa, infatti il termine ebraico “Pesach” cioè Pasqua, significa passare oltre o tralasciare qualcosa, in questo caso per gli ebrei, è detta Pasqua di liberazione dalla schiavitù d’Egitto.
il nome di Pesach indica particolarmente la cena rituale celebrata nella notte fra il 14 e il 15 del mese di “Nisan” in rimembranza di quella che aveva preceduto la liberazione dalla schiavitù in Egitto; i successivi sette giorni vengono chiamati Festa dei pani non lievitati (o Festa dei Pani Azzimi).
Questa settimana ha origine da un’antica festa per il raccolto dell’ orzo e il suo utilizzo per preparare focacce senza lasciare tempo al lievito di formarsi così da ottenere la fermentazione della nuova farina.
La pesach, quindi, segna il principio della primavera ed è anche chiamata Chag haaviv, cioè “festa della primavera”.
Anche l’ Islam festeggia la Pasqua. È chiamata la festa del sacrificio, che, secondo le sacre scritture islamiche ricorda il sacrificio che fece Abramo, primo patriarca dell’Islam, sacrificando suo figlio Isacco.
Dio infatti, mise alla prova la fedeltà di Abramo ordinandogli di donare suo figlio Isacco in sacrificio, Abramo obbedì, ma un angelo sceso dal cielo, bloccò la mano di Abramo che impugnava il coltello con la quale avrebbe dovuto uccidere suo figlio.

Il festeggiamento

Come la maggior parte di noi adolescenti saprà, la Pasqua è anche sinonimo di vacanza, in questo periodo festivo infatti abbiamo l’occasione di riunire i parenti e amici, per festeggiare tutti insieme, ma ogni stato festeggia la Pasqua a modo proprio.
Per esempio in Romania la Pasqua è molto sentita da parte della popolazione ortodossa, infatti è di consuetudine celebrare la messa con la “Luce Santa”; ogni partecipante alla messa deve portare una candela spenta, e il prete, celebra una messa speciale.

LA MIA PASQUA

Quando mi vedevo con i miei cugini per questa occasione, il momento più atteso era quando gli adulti ci regalavano le uova di cioccolato e non perdevano nemmeno un secondo per scartarle e scoprire le loro sorprese. Poi uscivamo in cortile con i giochi trovati dentro e un pezzo di cioccolato in mano e passavamo tutto il pomeriggio a giocare fino a quando non ci stufavamo. Fin dalle origini la Pasqua è gioia, è redenzione.
In un momento difficile come questo, rimaniamoci vicini anche da lontano e ricordiamoci che la Pasqua è Unione.

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