Bullismo: il muro dell’omertà

Bullismo.

Molti credono – e altre volte pretendono – di sapere cosa sia: “Un graffio sul volto dopo unazzuffata, un atto di semplice goliardia, la merenda sottratta durante la ricreazione, semplici e innocue prese in giro, un video divertente da condividere.

Storie di soprusi, violenze inaudite, morti, grida disperate di aiuto e spesso inascoltate, vergogna, paura, indifferenza, mancate denunce, sofferenza, senso di inferiorità, omertà.

 Cosa ci riferiscono i dati

Secondo i dati Istat del 2014, in Italia il 52.7% dei giovani tra gli 11 e i 17 anni sono vittime di bullismo.    

Soluzioni

Il 65% degli intervistati ritiene che la miglior strategia da adottare per contrastare il fenomeno sia quella di chiedere aiuto ai genitori ed il 43.7% ritiene che sia meglio non coinvolgerli nella situazione.

Di questo ultimo dato bisogna avere paura e deve risuonare come un campanello dallarme: infatti spesso capita che le vittime di bullismo vengano lasciate sole ad affrontare tale problema.

È così che il MURO DELLOMERTÀ prende forma, mattone dopo mattone, insulto dopo insulto, schiaffo dopo schiaffo, condivisione dopo condivisione ed un interminabile e soffocante silenzio da parte degli spettatori passivi non fa altro che irrobustire il muro.

 La storia di una vittima            

Michele Ruffino, un ragazzo di 17 anni, dopo anni di soprusi decide di togliersi la vita, ponendo fine per sempre alla sua sofferenza.

 

Down, stupido, anoressico, quello magro, quello che non può camminaree poi ancora quello che ogni tre passi, cade.

 

Agli occhi dei suoi coetanei erano solo parole, prive di significato, pronunciate col fine di ottenere una risata generale, ma sono state quelle parole intrise dodio a far maturare nella mente del ragazzo lidea di suicidarsi.

 

Le stesse parole che a detta dei suoi carnefici erano innocue battute, sono state declamate senza rispetto alcuno nel giorno dei funerali di Michele.

Parole che colpiscono la vittima come fendenti, che lacerano lanima e la feriscono nel profondo, provocando anche la morte.

 

Il 23 febbraio 2018 Michele si è buttato da un ponte, perché privo di forze per superare quellenorme peso.

Michele è morto nellindifferenza, schiacciato dal muro dellomertà.

Le sue ultime parole…

Io ti scrivo questa lettera, la mia ultima lettera.

Si, hai capito bene, perché credo di non riuscirci più. Credo che tra poco mollerò tutto perché è questo che ho intenzione di fare. Mollare ogni cosa, ogni piccola cosa, anche la più banale. Credo di non avere più la forza.

 

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