Parlare e ascoltare

Pubblicato da Redazione PartitaTripla il

Quanto noi esseri umani ci fermiamo ad ascoltare ciò che diciamo, e quanto ciò che dicono gli altri?

Clotilde, alunna di 2Q LSU, riflette sulla tematica dell’ascolto prendendo spunto dalle considerazioni dell’autore contemporaneo Javier Mariás.

Sono tanti i difetti di ciascun essere umano, ma ce n’è uno in particolare: quello di puntare sempre il dito contro gli altri, pensando e ricordando ciò che dicono, senza mai riflettere su ciò che diciamo noi.


Si pensa sempre agli errori che commettono gli altri, a ciò che ci dicono, a come ci offendono, ma invece di pensare sempre agli altri bisognerebbe fare un passo indietro e pensare a cosa sbagliamo noi.
Si è così impegnati a soffermarsi sui minimi dettagli, sugli sbagli e sulle parole altrui che non si fa nemmeno caso a ciò che diciamo noi.
Perché alla fine è così: siamo sempre pronti a vedere gli errori dell’altro, ma i primi a sbagliare siamo noi.
Quante volte ci capita, durante una lite tra fratelli, di arrabbiarci per ciò che ci hanno detto senza pensare a ciò che abbiamo detto noi prima di loro. Quante volte sentiamo un politico fare promesse su promesse per poi lamentarsi di un altro politico che non mantiene le proprie, nonostante lui stesso non le abbia mantenute.


Insomma, guardiamo gli altri invece di guardare noi stessi.
Ciò che scrive Javier Mariás nel suo romanzo “Il tuo volto domani. 1. Febbre e lancia.” è assolutamente vero: “Ci si dimentica molto più quello che si scrive di quello che si legge, se è rivolto a noi stessi; quello che si invia di quello che si riceve, quello che si dice di quello che si ascolta, quando si offende di quando si viene offesi”.
Ormai, non si presta più attenzione alle parole che vengono dette, alle offese o ai messaggi.
L’essere umano dà importanza all’altro essere umano solo nel momento in cui ha la necessità di trovarvi un errore, di criticare ciò che ha detto o ha fatto.
Si pensa sempre a se stessi, ma mai quando è il momento di vedere chi sbaglia: l’essere umano è pronto a puntare il dito contro gli altri e mai contro se stesso.

Clotilde Novarria


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