Inferno

Pubblicato da Nadine Di Cio il

Viviamo in un mondo che ci sottopone a pressioni, pressioni che ci fanno convivere insieme a dolori, tagli e cicatrici. Viviamo in una società complessa che si aspetta troppo dagli individui che la compongono senza fare nulla di concreto per facilitarli a soddisfare queste grandi aspettative. Non tutti riescono a sostenere queste pressioni, non tutti riescono a rialzarsi.


“Erano ormai sette anni che soffriva a causa di un mondo che non la accettava. Sperava di guarire da quei dolori dell’anima che le causavano lacrime ogni sera. Aveva sperato, ogni giorno, fino alla fine. La verità è che quando vivi in una società che al posto che sostenerti, donarti conforto, cerca di distruggerti piano piano non è facile non sprofondare. Fu tradita da molti e ferita più volte da tutti i giudizi che si autoinfliggeva. 
Da un attimo all’altro il suo corpo, ormai fragile, venne avvolto da violente convulsioni, simbolo del male che più spaventa l’uomo. Gli occhi, rivolti all’indietro, cercavano un appiglio che sembrava sempre più flebile; il torace, coperto da un camice bianco, sembrava un bimbo divertito su un tappeto elastico e le mani, fredde e contratte, si agitavano disperatamente supplicando aiuto.

La sua mente faceva tiro alla fune con il ricordo di ciò che era stata costretta a fare e sembrava vincere proprio quest’ultima parte, che ancora conservava la sua forza estrema e manteneva la ragazza in bilico tra il cosciente e il non cosciente, tra la reminiscenza e l’oblio. Lentamente smise di tremare, si perse nel battito di un cuore scosso dalla costrizione al male e ciò che rimaneva di razionale si sciolse venendo immediatamente inghiottito dall’oscurità. Perse la ragione, ma anche l’amore. L’odio subìto vinse su tutto.”


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