Incapacità di dormire, perdita di peso, addirittura pensieri ossessivi… Vi siete mai trovati in questa situazione?

A cosa sono dovute queste sensazioni che, da innamorati, proviamo assiduamente?

Manuel, facendo leva sulla chimica delle emozioni, tenterà di spiegarcelo.

L’amore è come l’anfetamina.

L’amore romantico sarebbe, infatti, legato alla produzione di un neurotrasmettitore chiamato dopamina: si inizia a non dormire, a perdere peso, a pensare continuamente all’altro e questa situazione quasi “ossessiva” è favorita dai bassi livelli di serotonina.

Gli stessi neurotrasmetitori sono coinvolti nell’innamoramento

Anche l’elevato tasso di testosterone provocato dall’eccitazione sessuale può indurre un’elevata produzione di dopamina nel cervello e scatenare l’amore.

L’anfetamina è per certi versi come l’amore. Essa è infatti un potente stimolante e riduce l’appetito, aumentando invece la capacità di rimanere svegli. Ciò è dovuto al rilascio di notevoli quantità di dopamina nelle aree del cervello che regolano la sensazione di piacere, proprio come quando si è innamorati.

Molecola di dopamina
Molecola di dopamina

L’utilizzo a lungo termine di anfetamina provoca la manifestazione di sintomi come comportamenti violenti, ansia, confusione, insonnia, paranoia e disturbi della personalità, anche questi tipici di un folle innamorato.

Nella passione invece è coinvolta la feniletilamina (PEA), che è anch’essa simile all’anfetamina; produce un vero e proprio senso di esaltazione ed aumenta le prestazioni psicofisiche. Provoca assuefazione e se viene a mancare, scatena una depressione da astinenza.

Una curiosità è che tracce di PEA si trovano nell’acqua di rose e nel cacao, forse questo spiega perché si regalano rose in fase di corteggiamento e si mangiano cioccolatini quando finisce un amore!

Manuel Di Dio

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