Giornata a casa famiglia

Pubblicato da Redazione PartitaTripla il

Casa Famiglia è accoglienza. Emily ci racconta le sue emozioni dopo la visita alla struttura di Rivolta d’Adda, dove anziani e disabili ricevono cure e stimoli e dove sono valorizzati per le loro potenzialità.

Ve lo immaginate un sordo che suona l’arpa o un uomo che sa parlare al contrario?

Riguardo l’esperienza a Casa Famiglia, inizialmente, ero un po’ prevenuta in quanto credevo di conoscere già tutto riguardo questo tipo di associazioni e le persone che abitano in strutture del genere.

Appena arrivati siamo stati accolti da Sr Stefania, una delle Suore Adoratrici che si occupano del posto, che ci ha accompagnati in una stanza.

All’interno vi erano carrozzine e sedie, alcune delle quali dotate di cinture che aiutassero a rimanere dritti e ognuno di noi si è affrettato a prendere posto sulle sedie comuni, quelle su cui ci sediamo tutti i giorni, perché spesso il diverso spaventa.

Successivamente ci è stato chiesto cosa avremmo detto ad un bambino se ci avesse chiesto chi è una persona disabile e i nostri pareri sono stati suddivisi in tre gruppi generali: chi guarda il disabile come una persona con delle mancanze, chi guarda il disabile come una persona diversa rispetto a noi, ma con diversità positive, in grado di insegnarci qualcosa e chi guarda il disabile come una persona che può darci qualcosa, una persona speciale.

Partendo dai nostri pareri iniziali siamo poi entrati a contatto con gli ospiti della casa e fin da subito è stato possibile notare come fossero speciali, ognuno per un motivo diverso.
Ci hanno mostrato come una persona sorda grazie alla passione e alla determinazione possa suonare uno strumento musicale o come una persona con gravi problemi motori possa suonare il pianoforte emozionando tutti.

Il musicista sordo assieme a Giorgia, alunna di 4A LES

Il musicista sordo assieme a Giorgia, alunna di 4A LES

Ci sono anche state fatte vedere delle tecniche per aiutare concretamente queste persone, tecniche pratiche come la pittura che aiuta la coordinazione o la creazione di piccole agende con riferimenti visivi per stimolare la memoria che qualcuno, a causa di incidenti, ha danneggiato.
Fin dall’inizio di questa esperienza ho capito come la mia presunzione di conoscere già questa realtà era sbagliata e mai avrei potuto immaginare quanto avevo da imparare sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista umano.
Casa Famiglia esprime serenità, pace, professionalità e amore da parte degli operatori.

"Fermati, che tanto non vai a tempo!"

“Fermati, che tanto non vai a tempo!”

Mai durante il corso della mattinata ho pensato a ciò che queste persone non avevano ma piuttosto a quanto sciocca sia stata la nostra paura iniziale di sederci su quelle sedie a rotelle senza pensare che chi è costretto a starci ogni giorno ha in realtà molto più da dire e da insegnare rispetto a noi.

Occe omou'l ehc as eralrap la oirartnoc

Occe omou’l ehc as eralrap la oirartnoc

È un’esperienza che dovrebbero fare molte persone perché solo mettendosi a contatto con questo mondo si può capire quanto la diversità tra loro e noi non esista. Giudicare un disabile per i suoi problemi ad sarebbe come giudicare qualcuno per il suo caratteraccio.

Casa Famiglia insegna ad andare oltre e quanto sia bello aiutare gli altri.

 

Siamo stati ringraziati per la nostra visita, ma ad oggi il più grande grazie viene da me e dalla mia classe.

Emily Cervi, 4A LES


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