Una banale riflessione sulla società contemporanea

Come sicuramente sapete, abbiamo presentato i vincitori del contest letterario Bergamonews in questo articolo. Questo è l’elaborato di Manuel Di Dio, 2^B LSU.  Vi sfidiamo a trovare un rimedio a questa angoscia.

Incubi arcaici

Un profondo quesito turba il mio animo da innumerevoli primavere; un oscuro e irrisolto enigma attanaglia i miei pensieri; questo mio supplizio scorgerà mai l’albore della fine? Quante sono le bestie immonde che calpestano il cocente suolo degli inferi, altrettante le profonde perplessità che dimorano nel cuor mio. Codesto esistenziale, turbolento e assiduo turbamento non cessa d’assillarmi; vorrei ch’avesse fine ma, indubbio, non ne avrà. Asserire l’inverso apparirebbe arduo alquanto.

Invero… “per quale arcano motivo la gente posta sui social network foto del proprio pranzo?”

No, seriamente, per quale motivo? Dovrebbe importare a qualcuno? Beh cari lettori, posso asseverare che no, non sta a cuore a nemmeno una singola e affranta anima sulla faccia dell’universo. Ma allora… per quale diavolo di motivo la gente si ostina a pubblicare con sconcertante assiduità cose di cui non uno ha la decenza di interessarsi?

Dopo tante notti insonni e risvegli amari, ancora ne rimango perplesso. Non riesco a comprendere, davvero, con che cagione compiano un simile atto; or dunque più che mai io mi rivolgo a voi, o curiosi quanto problematici soggetti. Auguro a me e al resto dell’unanime dolente stirpe di Prometeo di trovare in tal modo l’agognata quiete di spirito.

Parliamone, dannazione!

Facendo i seri, credo che la nascita dei social network abbia portato un po’ tutti a delle manie di protagonismo della propria vita, facendola apparire ai propri occhi più interessante o migliore di quanto in realtà non lo sia; questo ci indurrebbe a credere che lo sia anche agli occhi altrui. Entra qui in gioco il meccanismo dei “mi piace”, dei commenti con delle faccine sorridenti e di approvazione, come “Ma quanto sei bona 😍 😍 😍”, oppure “Super gnocco! Mi sposi? ❤”. A chi non farebbe piacere riceverne? È qui che ci si inizia a sentire importanti nella vita social, mentre nella vita vera si resta né più né meno di quelli che si è sempre stati.

In sintesi, sui social riceviamo dei complimenti che normalmente non ci capita di ricevere nella vita “senza fili”, cose che la gente non ha il coraggio di dirci, il che ci spinge a postare ancora, ancora e ancora. Questo ci porta a sentirci “vicini” quando siamo lontani e “lontani” quando siamo vicini (frase già sentita, vero?). Spesso, troppo spesso, mi capita di sentire storie di persone che si fidanzano su WhatsApp o Facebook, davvero la cosa più triste del mondo. Dove sono i rapporti umani? Dove sono il calore di affermazioni come “Ti amo”, o la paura dietro richieste come “Ti va di stare con me?”

Io stesso ho letto dalle ragazze che ho avuto molte più parole dolci di quante non ne abbia udito, il che mi fa sentire sempre più diviso in due. Il me stesso “social” è più apprezzato del me stesso “umano”; so bene che non è così, ma la sensazione è proprio quella. Non esprimersi guardando negli occhi, ma scrivendo tramite un computer è a mio dire una delle cose più vili che si possano fare, e lo penso davvero.

Tutto: bellezze e dispiaceri della vita, il proprio pensiero, il proprio coraggio e la propria intraprendenza sono ormai nascosti dietro uno schermo, perché così è più “facile”.

E voi che ne pensate?

Spero che la mia primordiale riflessione abbia destato il vostro senso critico. Sono certo che molti di voi ne abbiano eccome di cose da dire sull’argomento, perché non lasciate un commento?

E aspettatevi nostre notizie.

Manuel Di Dio.

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