Il Kurdistan e i problemi con la Turchia

Questa settimana vi presentiamo un approfondimento dello studente di 1A ITE Emanuele Pedroni relativo alla situazione conflittuale del Kurdistan, corredato da una sua presentazione sui motivi che lo hanno spinto a scriverlo.

Ciao a tutti,

ho deciso di scrivere un articolo su questo tema perché, oltre all’incitazione da parte del docente, mi interessa molto l’ambito bellico del Medio Oriente e del mondo in generale.
Il Kurdistan è un paese complicato, con una storia particolare alle spalle, e penso che sia importante conoscere, anche superficialmente, le ragioni del conflitto di cui è protagonista.
So che l’articolo che seguirà sarà un po’ difficile da comprendere, anche perché potrebbero esserci dei punti poco logicamente connessi fra di loro per il fatto che i siti web dai quali ho preso le mie informazioni erano a volte troppo approfonditi. Perciò ho cercato di sintetizzare mantenendo comunque una certa specificità.
Potrebbe venirsi a creare un po’ di confusione tra i vari partiti politici, ma confesso che anche io ero abbastanza confuso la prima volta che lessi queste fonti.
Spero quindi che quello che ho scritto vi possa piacere e che possa suscitare in voi la curiosità di conoscere ed approfondire la questione.

Ringrazio infine la redazione del Giornalino scolastico.

MA CHI SONO I CURDI?
Sono i discendenti di un’antica popolazione nomade la cui attività economica tradizionale si basava sull’allevamento ovino, mentre l’agricoltura occupava uno spazio molto marginale; abitano da millenni in un’ampia regione situata tra il Caucaso e il Golfo Persico.

Cartina geografica del Kurdistan
Cartina geografica del Kurdistan

PERCHÉ QUESTO CONFLITTO?
Il paese dei curdi, il Kurdistan, non ha mai costituito un’entità politica unitaria ed autonoma, ed anche in passato era suddiviso in vari principati che godevano di un’ampia autonomia. Le istanze nazionalistiche si fecero molto forti agli albori del ‘900 e raggiunsero il culmine alla fine della prima guerra mondiale. Il 10 agosto 1920 fu firmato il Trattato Internazionale di Sèvres che prevedeva la creazione del Kurdistan nella zona a nord di Mossoul. Ciò portò, nei due anni successivi alla guerra d’indipendenza turca, ad un nuovo Trattato Internazionale che fece decadere le clausole del trattato di Sèvres. Il 24 giugno 1923 fu così firmato il Trattato di Losanna che restituiva alla Turchia tutta l’Asia minore e pertanto anche la sovranità sulla maggior parte del territorio curdo. Nel 1921 la Francia incorporò alla Siria due province curde e la Gran Bretagna fece lo stesso incorporando la zona di Mossoul all’Iraq nel 1925.
Così, dal 1921 al 1925, 25 milioni di curdi furono dispersi in 5 nazioni (Turchia, Siria, Iraq, Iran, Armenia) trasformandosi in 5 gruppi di minoranza all’interno degli stessi.

I curdi proclamano il Kurdistan siriano
I curdi proclamano il Kurdistan siriano

STORIA DEL CONFLITTO NEL KURDISTAN TURCO
L’opposizione curda al potere di Ankara è sempre stata un tema centrale della politica turca, ma agli inizi degli anni Ottanta il conflitto è diventato una vera e propria guerra.
Il fronte armato dell’indipendentismo curdo è stato guidato dal PKK (Partito Curdo dei lavoratori), il cui leader carismatico è stato Abdullah Ocalan.
Con l’arresto di Ocalan nel 1999, il PKK ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale lasciando il posto al Congresso per la Libertà e la Democrazia del Kurdistan (Kadek).
Dal momento in cui anche il movimento indipendentista curdo ha proclamato, nell’aprile 2002, una tregua unilaterale, è sembrata dunque aprirsi una stagione di dialogo, favorita anche dalle riforme che il governo turco ha concesso per il riconoscimento dell’identità curda.
La situazione nelle province a maggioranza curda, quelle dell’Anatolia sudorientale, ha cominciato però a peggiorare e alcuni gruppi hanno compiuto azioni offensive, mentre l’esercito turco ha ripreso a utilizzare la violenza contro le popolazioni civili. Il 1 giugno del 2004, il ricostituito PKK ha annunciato la ripresa delle ostilità e, in meno di due anni, tra attentati e rappresaglie militari, sono state almeno 150 le vittime degli scontri tra guerriglieri e militari turchi.
In vent’anni di conflitto sono circa 40 mila i morti e migliaia i profughi e, dall’inizio del 2006, sono stati 113 i guerriglieri curdi uccisi e 79 i militari turchi morti.

ULTIME NOTIZIE SUL KURDISTAN (LE NOTIZIE DI SEGUITO RIPORTATE RISALGONO AL 20 GENNAIO 2018)
Ankara ha rotto gli indugi dando il via all’offensiva turca contro i curdi siriani nella regione di Afrin. L’attacco, denominato “Ramo d’ulivo”, è stato annunciato dallo stesso presidente turco Erdogan, che ha parlato di “operazione anti-terrorismo”.
Secondo un portavoce delle milizie curde, dal pomeriggio di venerdì 19 gennaio, sarebbero stati oltre 100 i raid aerei condotti contro le località curde nella regione siriana di Afrin.
Secondo il ministro della Difesa turco, Nurettin Canikli, l’operazione è stata motivata dalla volontà di cacciare “elementi terroristi” dal nord della Siria.
Dopo che la cacciata dei jihadisti dello Stato Islamico ha dato ai curdi siriani il controllo dell’area, sono affluiti da altre zone della Siria settentrionale decine di migliaia di profughi: ad Afrin in questo momento vi sarebbero infatti almeno 800 mila civili in condizioni di assoluta povertà, senza viveri né medicinali sufficienti.

Curdi in lotta per l'autonomia politica
Curdi in lotta per l’autonomia politica

NON SOLO TURCHIA… (LE INFORMAZIONI SEGUENTI RISALGONO AL 30 OTTOBRE 2017)
Massoud Barzani, presidente del Governo regionale del Kurdistan iracheno (Krg) e leader del partito di maggioranza (il Kdp), ha annunciato ieri le sue dimissioni, lasciandosi dietro il caos. Eletto per la prima volta nel 2005 presidente del Krg, e confermato 5 anni dopo, Barzani aveva poi ottenuto in via eccezionale un’estensione del mandato fino al 2015. Da allora, complice anche il caos istituzionale, la chiusura del Parlamento e la guerra contro l’Isis, era rimasto al potere.
Ora il Kurdistan deve nuovamente fare i conti con se stesso, con le lotte clandestine e le rivalità mai sopite. Poco dopo l’annuncio di Barzani, gruppi di giovani armati di bastoni hanno assaltato la troupe della tv Rnt, vicina all’opposizione, mentre altri hanno cercato di fare irruzione nel Parlamento, che poco prima aveva accolto e approvato le dimissioni del presidente (70 i voti a favore, 23 i contrari).
Da tempo Gorran¹ e il Puk² accusavano di gravi atti di corruzione il partito di Barzani, puntando il dito soprattutto sulla gestione delle rendite petrolifere, ai loro occhi estremamente opaca.
Queste accuse furono rivolte al presidente anche dal Governo centrale di Baghdad, che aveva confermato l’esistenza di un accordo tra il Krg³ (che lo ha smentito) e la Turchia per vendere parte dei pozzi di petrolio curdi.
Le profonde divisioni tra i partiti curdi, l’amarezza per un referendum risultato controproducente, e la successiva perdita delle zone contese che erano riusciti a riconquistare dopo l’avvento dell’ISIS, sta esasperando gli animi dei curdi.

 

¹Partito politico curdo-iracheno, “Partito per il cambiamento”.
²Unione patriottica del Kurdistan (Partito del Kurdistan iracheno).
³Governo regionale del Kurdistan iracheno.

Fonti:

-Contextus.org;
-Le Monde Diplomatique;
-La Stampa.

Emanuele Pedroni

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