Narcisismo o fratellanza?

Come secondo articolo vi presentiamo una riflessione sulla società contemporanea da parte dello studente di 2C LSU Tommaso Baioni.

 

La capacità di essere gentili è l’unico vero elemento che contraddistingue gli esseri umani dal resto degli animali. Senza di essa, pur ammettendo tutte le capacità intellettive dell’uomo che lo distanziano da quelle del restante mondo animale, resteremmo comunque degli animali, semplicemente più dotati cognitivamente.

Michelangelo Merisi da Caravaggio: Narciso (1594-1596)
Michelangelo Merisi da Caravaggio: Narciso (1594-1596)

Nell’epoca odierna, per diversi motivi, si è arrivati ad una graduale ma sempre più concreta individualizzazione narcisistica della società. Questo si traduce in una serie di comportamenti e di emozioni che le persone attuano o dalle quali sono travolte. Il conseguente risultato di essi è la perdita di elementi positivi come la gentilezza, la cortesia, la cordialità e anche la capacità di raggiungere la maturità emotiva per evolvere le proprie emozioni in sentimenti.
Le emozioni sono infatti la risposta a degli stimoli, dai quali oggi siamo costantemente bombardati senza doverci scomodare dal nostro guscio narcisistico; mentre il sentimento è un legame emotivo, un ponte che costruiamo con un’altra persona e che quindi rompe necessariamente questo guscio. In mancanza di questa capacità, le relazioni che si costruiscono sono povere, fragili ed effimere.
Come dice lo psichiatra Vittorino Andreoli, la nostra è una società di emozioni, non di sentimenti. In sostanza, ritengo che i problemi della società occidentale derivino dalla disabilità emotiva costituita dalla proiezione di tutte le proprie energie verso se stessi, in altre parole, ancora una volta narcisismo.
Il problema ancor più profondo è che proprio su questo tessuto si fonda la società occidentale. Il sopruso si è storicamente spostato da un elemento all’altro ed ha contemporaneamente convinto le persone della sua necessità per la sopravvivenza delle stesse nella società. Ciò rende il narcisismo impossibile da estirpare a livello collettivo e totale.

Andy Warhol: Campbell's Soup Can (1962)
Andy Warhol: Campbell’s Soup Can (1962)

L’unica soluzione resta dunque atteggiarsi in modo diverso, essere gentili e fare tutto quello che possiamo fare nella nostra individualità per contrastare il problema. Chiaro è che per farlo bisogna prima attraversare una riflessione sia cognitiva che emotiva, altrimenti l’unica strada disponibile resta quella imboccata dalla massa delle persone emotivamente inabili. Una conferma può essere estrapolata dall’osservazione  della situazione sociale negli stati amministrati da governi moderati e volti all’integrazione e all’aiuto delle classi più deboli e in quelli che sbandierano la rabbia e il sopruso, atteggiamenti ancora una volta narcisistici, come elementi necessari alla propria sopravvivenza, per esempio “America first” di Trump o la Grande Russia di Putin.

 

Concludendo, ritengo importante considerare che la società è fatta di persone e che se questo genere di problemi esiste è in gran parte nostra responsabilità e quindi la possibilità di dare il proprio contributo per alleviarli attingendo a quell’elemento impersonale chiamato “bene” a cui ogni uomo ha accesso per natura, citando Simone Weil, “Sarebbe alla portata di tanti solo se lo volessero e avessero la forza di vederlo”.

Tommaso Baioni

 

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