Frammenti di cultura poetica

Menade danzante - Skopas
Menade danzante – Skopas

Come primo articolo vi proponiamo una poesia della studentessa Ambra Colciaghi di 3Alsu, corredata da un commento sul suo amore per la scrittura, l’arte e la cultura

Menade danzante - Skopas
Menade danzante – Skopas

“Per me scrivere è una liberazione, uno sfogo. Una necessità.
Una liberazione perché faccio molta fatica ad aprirmi vocalmente.
Uno sfogo perché non sono una persona che dialoga profondamente su ciò che le accade e preferisco prendere un foglio e una penna buttando giù i miei pensieri.
Una necessità perché in un mondo elettronico dove i social prevalgono, la poesia è quell’usanza antica di raccontare se stessi che non dovrebbe mai passare di moda.
Io scrivo molte poesie d’amore peché ho questa necessità di dire al mondo cosa è per me l’amore, come deve essere il soggetto che io devo amare con tutta me stessa.
Ho intensificato la scrittura riguardante tematiche amorose dopo una relazione dove ho investito tanto e la ricompensa è stata essere lasciata per telefono con un “Non mi sento più coinvolto emotivamente” quando fino a ieri diceva di amarmi.
Le poesie che scrivo non sono indirizzate né al mio ex, tranne alcune, né ad un attuale fidanzato.
Semplicemente, ad un ipotetico ragazzo che io penso dentro la mia testa e spero di poter incontrare veramente.
Per quanto riguarda i riferimenti che faccio ad argomenti pienamente scolastici, sono presenti perché io approfondisco molto quello che studio a scuola e reputo interessante.                               Mi piace informarmi leggendo libri degli autori trattati oppure semplici poesie, famose e non.
Ogni materiale per me può essere fonte ispirativa per scrivere qualcosa che io in quel momento sento e ho esigenza di esternare.”

 

Ho scritto una poesia, porta il tuo nome.
Sei la fonte più alta di ispirazione.
Sei allegoria poetica.
Sei la camena, come direbbe Nevio.
Sei la musa, come direbbe Omero.
In qualsiasi caso canti,
Canti ogni umile gesto di innamoramento in un contesto sempre in medias res quale è la vita.
Descrivo le tue figure retoriche che non sono altro che i tuoi modi di fare.
Ti scrivo una poesia, ma tu già lo sei
Sei un’opera di letteratura moderna studiata di nascosto da me.
Lontano da quel “grande fratello” di malparlieri.
Sei pedagogia,
Sei exemplum,
Sei poesia didascalica.
Sei tutto ciò che i pedagogisti del 1000 studierebbero e imparerebbero con impegno, felicità
Sei un’iperbole, a volte
Sei una metafora,
Ti paragonerei a tutto ciò che di più bello e semplice c’è su questa terra
Sei similitudine,
Ti incarni profondamente nell’ideale che io ho di amore.
Sei un anacoluto, un cambio repentino di soggetto in così poco: uno scontro tra il tuo corpo e la tua mente.
A primo impatto colgo un significato letterale, superficiale oserei dire
Poi scavo nella tua mente, mi addentro nei meandri della tua testa e ci trovo un significato allegorico che è difficile quanto l’intellettualismo di Cavalcanti.
Sei poesia vivente. 

Ambra Colciaghi

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